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La Resistenza dell'Umanità

Generalmente la parola 'Resistenza' si scrive con l'iniziale maiuscola quando è riferita a quel preciso momento storico che ben conosciamo.  

Quella Resistenza, però, non è l'unica resistenza che merita la maiuscola, anzi, in realtà, sarebbero molte le resistenze che la meritano.

Sto parlando di tutte quelle resistenze che esercitiamo continuamente e sempre più spesso: chi non ha mai provato a resistere ai perché senza risposta, alle nefaste tentazioni di ribellarsi alle assurdità, all'istinto della vendetta? Piccole resistenze silenziose.

Ecco, fra queste discrete resistenze ce n'è una più grande di tutte: la Resistenza dell'Umanità.

Cosa significa Resistenza dell'Umanità? 

Non è una novità per nessuno, che viviamo in una società che mette in primo piano il 'valore' del 'successo' personale, il quale si fonda sul profitto e si manifesta nell'ostentazione. Avere anziché essere, (dove 'avere' equivale ad 'apparire'ed 'apparire' non coincide sempre con 'avere'). Ognuno, dunque, è invitato ad investire su di sé, mentre 'gli altri' servono come spettatori. 

Ci sono voluti decenni perché ci assestassimo in questa nuova modalità: non è stato sempre così, nonostante si pensi spesso che i ricordi del secolo scorso siano ammantati di nostalgia e gonfiati nei loro aspetti positivi, in realtà le cose erano davvero diverse; gli uomini erano diversi, l'Umanità era diversa. C'era un ingrediente in più, che adesso manca, cioè il senso del vivere insieme e, soprattutto, del condividere.

Prima che ci risucchiasse uno specchio malefico, vivevamo rispecchiandoci negli altri in un flusso costante di dare e ricevere, di sentire empatico, di condivisione. Non era necessario prendere coscienza del fatto che siamo tutti uniti, tutti legati in questa 'interconnectedness', 'interconnessione' con gli altri, con gli animali, con il cosmo, perché lo sapevamo per interiorizzazione. 

Da quattro anni questa 'interconnessione' si è spezzata definitivamente a suon di divisioni; alcune esistevano già, altre sono state volute, per portare l'opera a compimento. 

Se non fosse che, invece, c'è una umanità che resiste, opponendo la Resistenza più importante, quella che protegge la nostra parte più preziosa di Uomini, senza clamore, senza proclami e senza chiasso. Esiste una dimensione in cui si dà e si riceve, si dà in cambio di nulla e si riceve in cambio di nulla, solo perché ci si riconosce in quel legame sottile e invisibile e così prezioso, che è la componente più importante del nostro essere qui.



Basta poco, basta allargare le braccia per accogliere ogni volta una nuova parte di noi che soltanto gli altri possono portarci. Smettere di pensare in termini di guadagno materiale, perché esiste un guadagno più importante che non si spende in oggetti che si accumulano, ma in spessore. E' un esercizio, il 'pensiero' degli altri, la scoperta dei mille modi che esistono per dar valore alla nostra e alla loro presenza:scambiarsi un sorriso, un abbraccio, può davvero cambiare una giornata; un piccolo gesto, un atto di compassione, ascoltare e raccontarsi, tutto è riconoscersi: ti riconosco, sei importante per me, come sei importante per tutti e per tutto. Riconosco il tuo senso mentre tu, di rimando, riconosci il mio. Non importa quello che hai nelle tue mani, né chi sei. Importa che ci sei.

Ecco, questa piccola grande cosa, che dovrebbe essere scontata, oggi è diventata Resistenza. 
Finché ci sarà chi ti offre un bicchiere di vino aprendoti la porta di casa sua anche se non ti conosce, chi pensa a come sollevare un pò del peso che porti, chi ti abbraccia perché ha voglia di abbracciarti, l'Umanità resterà Umanità.
Continui pure a bisbigliare quella voce, non diventeremo mai soltanto pezzi di carne.

Valeria Benettini




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