Ovvero: il gioco delle suggestioni
Nel 1835, mentre l'Europa era flagellata da ondate epidemiche di varia natura, usciva un trattato medico molto interessante, nel quale il Dr. Hecker analizzava un'epidemia dalle caratteristiche assai strane: questa epidemia venne definita 'Danzimania'.
Si trattava di una malattia che si manifestava con un'improvvisa smania di ballare, di scatenarsi selvaggiamente per ore e persino per giorni, fino ad accasciarsi al suolo, sfiniti.
Questo morbo era apparso per la prima volta in Germania nel XIV secolo e si era manifestato per primo su una contadina, la quale improvvisamente aveva preso a ballare, sorda ai richiami del marito, ed aveva continuato così per sei giorni, nonostante i suoi piedi sanguinassero, in una specie di trance.
Lo spettacolo della folle danza aveva attirato i curiosi i quali, come per effetto di un fulmineo contagio, avevano iniziato a ballare anche loro, così che il contagio andò propagandosi e attraverso la Francia giunse anche nel resto d'Europa.
In Italia lo descrisse il medico Cav. Paolo Predieri nel 1855 il quale lo assimila ad un morbo simile, presente nelle 'meridionali contrade di Sicilia' (Regno delle Due Sicilie, quindi tutto il meridione).
Il nostro medico Predieri, però, dice anche un'altra cosa, molto importante e cioè: "Questo morbo divenne epidemico, forse a causa di quello esaltamento dell'animo, prodotto dalle guerre interne ed esterne che avevano agitato i popoli...sia per la tremenda peste nera passata...sia per le carestie e le miserie sofferte"
Il Cav. Predieri aveva scoperto il contagio psichico.
E ci aveva anche detto, che questo contagio psichico si realizza più facilmente in condizioni di stress. L'episodio a cui il Predieri si riferisce si era verificato nel XIV secolo, poco dopo la terribile epidemia di peste che aveva decimato la popolazione europea. Immaginiamo che lo stato d'animo, così come le condizioni reali del tempo non fossero dei migliori.
Dunque, tralasciamo i 'tarantolati' (nel sud questo fenomeno era stato attribuito al morso di un ragno, cioè della tarantola, da cui il ballo dei tarantolati, la tarantella.) e partiamo dal concetto del contagio psichico.
Potrei evocare questo fenomeno per ricollegarlo agli anni passati e all'epidemia trascorsa, perché, anche li contagio psichico ce n'è stato molto, ma lascio a ciascuno rifletterci, se vi va.
Questo 'contagio' subdolo vorrei, invece, utilizzarlo per accennare ad un'altra cosa.
Nel suo saggio sul corpo 'La Pietra Nera e la Bolla di Sapone. Riflessioni sul corpo nel XXI secolo' (qui il link: Jean François Braunstein), Jean François Braunstein, filosofo francese, riflette sul concetto del corpo, così come si è venuto delineando fino ad oggi e questa riflessione finisce per condurci al tema del gender. La teoria del gender si è sviluppata a partire da un teorico di nome John Money, al quale si deve l'invenzione del termine 'gender' e la diversificazione tra 'gender' e 'sesso', laddove il sesso è un attributo biologico, mentre il 'gender' si determina culturalmente, come una trasformazione psicologica del sé, la convinzione interna di essere maschi o femmine (identità di genere) e le espressioni comportamentali legate a questa convinzione. Come affermò il sociologo Fassin, "...per Money...è l'educazione che fa l'uomo o la donna". Il sesso è un dato biologico, il genere è un esito culturale.
La tesi di John Money si affermò grazie anche al libro dello psicanalista Robert Stoller, nel 1968, "Sex and Gender": si arriva così alla convalida della scissione tra 'sesso' e 'genere', che da qui sono due cose distinte. Non solo, da adesso esiste il 'gender'.
(devo aprire questa parentesi: è così che si creano le cose: 'da principio fu il Verbo'. Per strano che possa sembrare, le parole fanno, eccome. In questo caso si è trattato di una teoria sviluppata da una sola persona, ripresa e convalidata da un'altra persona,quindi data per buona, fino a noi)
Cosa c'entra questo discorso col contagio psichico?
Ci arriviamo subito.
Lo stesso John Money che aveva inventato il gender si inventò, nel frattempo, anche un'altra cosa, cioè la 'apotemnofilia' o 'amputomania', cioè quel tipo di disagio mentale che porterebbe il soggetto a non tollerare una parte del suo corpo, quindi, a volerla amputare.
Money pervenne a questa nuova malattia dopo averne individuati due casi, soltanto due: in un articolo del 1977 Money descrisse questi due casi e, da quel momento, l'epidemia di 'amputomania' iniziò a diffondersi: il filosofo Ian Hacking l'ha definita 'la prima epidemia che si è diffusa via internet'.
Ecco, il contagio psichico.
Per arrivare al punto, basta accostare i termini 'gender' e 'contagio psichico'. Siamo tutti suggestionabili, ma i giovani lo sono ancora di più. Mi domando, dunque, fino a che punto tutto questo parlare di gender possa suggestionare un ragazzo o una ragazza in età adolescenziale.
Un pò come il contagio della danzimania: i nostri ragazzi li vediamo catturati da una musica ipnotica, quella di tutto il battage mediatico sul tema, quella dell'educazione sessuale e dell'educazione emotiva a scuola, delle serie tv, delle pubblicità...
Sappiamo che dopo la danza vorticosa verrà la quiete, si. Ma è poi giusto far danzare tutti?
E noi, che siamo cresciuti con altre musiche, riusciamo a moderare il ritmo?
Lo so, che sembra una manfrina senza 'aboutissement'. E' solo per far rilfettere: se assimilate il concetto di 'contagio psichico' siete già oltrè la metà della strada.
(il 'contagio' della tarantola è molto più inoffensivo. Ballate pure.)
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