Che significa 'mezzo piatto vuoto'?
Immaginate di sedervi a tavola con una grande fame, mentre aspettate che vi portino la pizza; una bella pizza caldissima, con grandi macchie di mozzarella filante che si allunga in infinite frange, il pomodoro profumato d'origano, la crosta croccante...
Poi arriva il cameriere e vi porta un piatto, per metà pieno di pizza, e per metà... pieno di niente.
Si, però, un piatto grande, diciamo quanto un vassoio, diciamo il doppio di un normale piatto da pizza: dopo il primo sbigottimento di sicuro tutti si accorgerebbero che il piatto è molto più grande del solito. Poi, qualcuno continuerebbe a vedere una pizza a metà, qualcuno potrebbe vederla uguale alle altre, qualcun altro la vedrebbe anche più grande delle altre pizze standard.
Non è la pizza che si mangia: è il piatto, quello pieno e quello vuoto.
(Vi siete mai chiesti perché i bordi della pizza escano sempre dal piatto? Vi accorgereste che state mangiando una pizza più piccola se i suoi bordi sporgessero da un piatto più piccolo?)
Si tratta di strategie nemmeno tanto sottili, che si riconoscono con poco allenamento. Quando si tratta di parole, però, di messaggi, la difficoltà cresce, sebbene sia divertente, più che guardare un mezzo piatto vuoto. Soprattutto quando si scoprono 'messaggi nascosti', 'contromessaggi', voluti e non voluti.
Per esempio, oggi ho trovato questo:
“Non c’è discriminazione per gli studenti che hanno deciso di non vaccinarsi perché possono continuare a fruire delle attività didattiche in Dad riservando alla presenza chi è stato vaccinato o i guariti”.
Questo periodo l'ho trovato fantastico. Tremendamente ispirante. Per giustificare la mia premessa: a questi studenti che hanno deciso di non vaccinarsi offriamo una pizza su un piatto da dolce: i bordi della pizza sporgeranno parecchio da quelli del piatto.
Volendo poi giocare un pò con le parole guardiamo come possiamo trasformare la stessa frase: 'C'è discriminazione per gli studenti che hanno deciso di non vaccinarsi perché possono continuare a fruire delle attività didattiche in Dad riservando alla presenza chi è stato vaccinato o i guariti'. Ho semplicemente eliminato il 'non' iniziale e la frase ha mantenuto un senso compiuto. Quindi abbiamo già due frasi con significati opposti tra le quali scegliere la preferita.
Guardiamo quel 'possono' e giriamo la frase: 'Gli studenti che hanno deciso di non vaccinarsi possono continuare a fruire delle attività didattiche in Dad, perciò non c'è discriminazione'. Grazie a quel 'possono', che concede loro di frequentare in Dad: l'alternativa sarebbe stata non concedere loro di frequentare in Dad. (Siccome sono pignola direi che la frase avrebbe potuto essere: 'Gli studenti che hanno deciso di non vaccinarsi fruiranno delle attività didattiche in Dad'. Sentite la differenza?)
Poi accostiamo la nostra frase girata a questa: 'In questo modo si riserva la presenza a chi è stato vaccinato o ai guariti'. Provate a leggere le mie due frasi di seguito: 'Gli studenti che hanno deciso di non vaccinarsi fruiranno dell'attività didattica in Dad. In questo modo si riserva la presenza a chi è stato vaccinato e ai guariti.'
Semanticamente ho detto le stesse cose. Sostanzialmente no. Ho eliminato per intero il sintagma 'Non c'è discriminazione'. Ebbene, quel sintagma 'smascherato' significa proprio che, invece, la discriminazione c'è: afferma il contrario di quello che dice.
Si chiama 'antifrasi'. I poeti, come i grandi oratori del passato utilizzavano questa tecnica, come le altre tecniche retoriche, per convogliare i loro messaggi con la piena consapevolezza del contenuto che volevano trasmettere. Chi ha pronunciato questa frase, non saprei. Di sicuro ne avrà 'pescati' molti, di certo non quelli abituati a misurare la pizza con il piatto.
(Piccola nota pizzicotto: confrontate la frase 'Gli studenti che hanno deciso di non vaccinarsi' con 'Gli studenti non vaccinati' e con 'Gli studenti che non possono vaccinarsi': più chiaro di così...)
Valeria Benettini
… Abbiamo
fatto del nostro meglio per peggiorare il mondo
(Quaderno di quattro anni, 1977, Anepigrafe, v. 11)
Eugenio Montale
L'incredibile, a mio avviso, è la totale impunità .
RispondiEliminaCompiono e dicono la qualunque, senza remora, sanno di essere "coperti", la magistratura le forze dell'ordine, i sanitari, i docenti sono complici, ricattati per lo stipendio, eseguono proni, in prima persona la carneficina sociale dettata da quattro tiranni
La Grecia era un problema dei greci ...