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 Intelligenza Artificiale e follia naturale.


Prima di inoltrarmi sulla strada delle riflessioni (per divagare un pò ed alleggerire, vi faccio presente che la strada della riflessione è piena di specchi: meditateci), mi fermo sulla parola: intelligenza.

Per conoscere il significato di una parola è sempre bene guardare alla sua etimologia: 'intelligenza' si compone di due elementi latini: l'avverbio 'intus', e il verbo 'legere'. 'Intus' significa 'in profondità', 'dentro', e 'legere' significa 'leggere, comprendere, raccogliere'. Il senso che ne deriva è 'leggere in profondità, comprendere in profondità' (naturalmente, il sostantivo è un derivato di questo verbo). Un'altre interpretazione sostituisce l'avverbio 'intus' con la preposizione 'inter', cioè 'tra'. La traduzione che ne risulta è 'leggere tra'. L'intelligenza,( mi piace assimilare le due ipotesi), è, dunque, saper raccogliere in profondità e tra le righe. 

Diciamolo pure: intelligenza non è semplicemente saper elaborare i dati.

Torniamo all'inizio. Oggi ho ricevuto un video che mi ha lasciata in preda ad un panico sottile. Si tratta della traduzione con intelligenza artificiale di un intervento in francese: nel video originale la persona che parla, parla in francese. Per rendere l'intervento comprensibile ai non francofoni, si è richiesta la traduzione dell'IA. Nel video che ne risulta la persona parla...in italiano: mi sarei aspettata una voce 'metallica', impersonale, che pronuncia in italiano la risultanza della traduzione, mentre, sotto, la protagonista resta semplicemente mutata, sebbene le labbra si muovano. 
La sorpresa è stata grande quanto spiacevole, invece: ho visto la protagonista muovere il labiale in consonanza con le parole italiane che 'pronunciava': cioè, l'IA non soltanto ha prodotto una traduzione vocale, ma ha anche modificato il labiale della protagonista, così che sono stata obbligata a chiedere io alla stessa se non fosse lei che, in qualche modo, aveva prodotto quell'intervento direttamente in italiano. La voce che ho ascoltato, poi, era uguale a quella della signora. 

In chiaro: l'IA ha sintetizzato le frequenze vocali della signora, le ha elaborate ed ha prodotto un discorso perfettamente coerente con l'inflessione della lingua, con tutte le sue pause e accenti; inoltre, ha rielaborato il labiale della signora, configurandolo sulla pronuncia del discorso in italiano. 

Non so voi, io mi sento angosciata.

La prima cosa che si può pensare è che, finalmente, non avremo più da stare ore con le orecchie tese per capire gli interventi in inglese, francese, tedesco, spagnolo e via così: tutto lo scibile sarà facilmente accessibile e senza fatica! (attenzione che anche il 'super scibile o l''incrediscibile' possono essere accessibili, ma ascoltare non basta, bisogna capire. E qui ci vuole l'intelligenza, quella vera. Se non la perdiamo...)
Solo che...

Solo che si deve pur andare oltre. 
Questo video che mi ha così tanto meravigliata l'avevo già immaginato anni fa, quando l'IA era ancora ai suoi primi passi: siccome parto da me stessa come paradigma di riferimento, immagino che non fosse difficile per nessuno immaginare dove saremmo arrivati. Bastava pensarci, immaginare. (L'IA non può immaginare nulla, appuntiamocelo qui: l'immaginazione dell'IA non è che un'elaborazione fantastica di dati).
(sento che potrei o dovrei scrivere all'infinito o quasi. Ma risparmierò me e voi)
(e, siccome sono un'intelligenza naturale direi 'che potrei scrivere all'infinito...e oltre!', naturalmente cit. Buzz Lightyear - : l'IA non prevede divagazioni incoerenti, l'IN - Intelligenza Naturale (sebbene limitata come la mia), si).

Farò due riflessioni, una pratica ed una filosofica:
1 - Ognuno di noi sarà passibile di aver fatto o non aver fatto, aver detto o non aver detto qualsiasi cosa: ognuno di noi potrà trovarsi in qualsiasi luogo, con qualsiasi compagnia, in qualsiasi momento. Basta che qualcuno lo voglia. 
Le conseguenze e le conclusioni le lascio alla vostra immaginazione.
(E aspettate che arrivi l'ologramma!)

2- Ci sarà anche chi non c'è più e chi non c'è mai stato. Mi spiego:
Un pò di tempo fa ho scaricato una app. carinissima, che mi permetteva di animare i volti delle fotografie. Tutta entusiasta ho pensato di far muovere il volto di una signora vissuta qui quasi cento anni fa, della quale avevo una foto. Io, che sono abbastanza spirituale e sognatrice, rimanevo a guardare questa Carmela, che invece di guardarmi fissa da una foto in bianco e nero, girava leggermente la testa e socchiudeva gli occhi: un'emozione che mi ha portata ad immaginare di poter conoscerla meglio, al di là della sua storia (si, perché gran parte di noi sta proprio dentro il nostro sguardo, le nostre espressioni, che non si possono descrivere, né raccontare. Intelligenza Naturale). Adesso penso che potrei prendere una foto di mio padre e da quella foto potrei riascoltarlo parlare, guardarlo muoversi, vederlo invecchiare, cosa che non mi è stata concessa nella vita.
Bello. Bellissimo. Sono sicura che piacerebbe a moltissimi: veder tornare i nostri affetti che non ci sono più è un sogno.
Ma.
Toccherà pensarci meglio, adesso, se veramente è un sogno e, soprattutto, se è così innocuo come sembra. Si, perché, avete presente i funerali, le veglie ai morti, le tombe? Si chiama 'elaborazione del lutto': il lutto va elaborato: il dolore della perdita di qualcuno è talmente grande che deve essere metabolizzato, vissuto. Ogni civiltà lo ha capito, e infatti al rito funebre si è sempre data un'importanza assoluta. (basta studiare un pò di storia, per sapere che lo stesso nome di alcune civiltà deriva dal rito funebre che queste praticavano).

Elaborare il lutto ci permette di proseguire senza subire troppo danno: senza sensi di colpa, accettando il senso di impotenza, ecc...Insomma 'Chi muore, giace, e chi vive si dà pace', 'mors tua, vita mea' e quelle cose li, anche un pò, un cicinino ciniche (beccatevi l'assonanza, che bisogna sdrammatizzare).

Vi siete mai chiesti cosa succederebbe se vedeste tornare qualcuno che era morto? Si può rielaborare l'elaborazione del lutto, cioè scardinare una delle nostre fondamenta?
Sareste felici, li per li, certamente. E poi? Impazzireste?

Ecco: siamo sicuri che parlare con il babbo o la mamma che sono morti anni fa, attraverso un monitor, come se si trattasse di una telefonata su skype, ci lascerebbe sani come prima? (chi più, chi meno, chi più o meno). Volendo considerare, quanto danno, e quale, si produrrebbe sulla nostra fragile psiche?
(non menzioniamo i bambini e i ragazzini).

L'umanità poggia su fondamenta salde. Una di queste è la separazione tra i vivi e i morti. Non ci si pensa mai, ma viviamo su una linea temporale, a metà tra passato e futuro, e chi appartiene al passato deve restare nel passato, nella sua collocazione. Non si può operare uno stravolgimento senza creare danno, un danno profondo, inimmaginabile.  

Per l'intelligenza artificiale tutto è possibile: non possiede il 'tra' e non possiede il 'profondo'. Ma noi si. Noi siamo fatti di 'tra le righe' e di profondità. 
L'evoluzione di questo strumento non è nelle nostre mani, non possiamo farci nulla. Ma pensarci, si. Essere consapevoli, si. 
Facciamo in modo che resti uno strumento al nostro servizio, perchè contrariamente diventeremo noi le prede, della follia naturale.

(La follia è bella, quella in senso figurato, però. Quella vera, un pò meno).

Valeria Benettini





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