Passa ai contenuti principali

Non dimenticar...(che t'han voluto tanto bene)


 La dimenticanza, balsamo del cuore, condanna, sollievo, abilità...Poche cose come la dimenticanza e il ricordo sono così totalmente ambivalenti.

Ebbene, nonostante l'allettante prospettiva no. Non dimentichiamo.




(foto da:  La Repubblica 04/08/2021

Dimenticare è comodo. in fondo, ce lo insegnano da sempre: dimentica, perdona, non pensarci più, chi ha avuto, ha avuto...'scurdammoce 'o passato' e quelle cose li.
A volte può anche funzionare, si tratta di fare un bilancio tra il più e il meno e vedere dove pende la bilancia.

In questo caso, no.

Non perché si debbano coltivare e tenere al caldo i pensieri di vendetta, ma per una ragione ben più importante:
       sulla dimenticanza non si ricostruirà niente. Non si rimetteranno le basi della società, non si ripartirà. 
           Perché sotto le ceneri della dimenticanza, del perdono generalizzato resteranno le                 braci, pronte a far crescere roghi di streghe al minimo soffio di vento. 
           I conti vanno regolati, la bilancia deve essere in pari, perché si possa ripartire. Questo non significa linciare, appendere, frustare i colpevoli; questo significa attribuire a ciascuno la responsabilità che ha e che ha avuto, e definire il prezzo che dovrà pagare. Quindi rimettere la giustizia al suo posto, rendere agli organi di giustizia la loro funzione e il loro ruolo.

La convivenza sociale si basa su un patto reciproco di rispetto dei diritti altrui e delle regole che nel rispetto di questi diritti sono state poste, le regole del vivere civile.

Ebbene questo patto è saltato, lo sappiamo, lo abbiamo visto. E' passato molto tempo, un sacco di problemi, di temi si sono sollevati. Gli eventi si susseguono così velocemente, si sovrappongono incalzando su una popolazione che è già sfinita e che ha soltanto voglia di mettersi tutto alle spalle, di dimenticare, perdonare. Per ripartire.

Mai come oggi sembra tutto finito. Qualcuno ve lo dice pure, e chiaro: è finita, siamo alla ripartenza, tutti contenti perché siamo sopravvissuti, è l'ora di un nuovo ottimismo, quindi, scarichiamo i rancori e ripartiamo.

Ecco.  Non è vero niente.  Non è finito e, forse, non siamo neppure a metà.


Non intendo riassumere tutte le tappe, ma focalizzarmi solo su alcune cose che saltano all'occhio e che, forse proprio per questo, saranno facili da tenere a mente:

Dunque, nel 2021, dopo un anno circa di pandemia, con squilli di tromba, come un angelo su furgone è arrivato un vaccino contro il terribile virus (Vaccino-che-vaccino-non-è- e virus prodotto in laboratorio, ricordare, sempre). 
Dopo mesi di terrore perché le persone soprattutto gli anziani e i più deboli, morivano,

(sapete delle inchieste in corso in Scozia e in Francia sulle morti eccessive nelle case di riposo?
parte brutto, lo so.)


dopo che ci avevano terrorizzati con le foto dei morti che crollavano sulle strade, le file dei cadaveri dentro i sacchi (ve la ricordate quella foto-fake?) e addirittura con le file dei famosi camion di Bergamo (e dai...finalmente hanno ammesso che c'erano una o due bare per ciascun camion...); ecco, finalmente arrivava il liquido salvifico: con una sfilata di furgoni sottozero che attraversavano il Brennero emergendo in gloria dalle viscere della terra, con un codazzo di scorta. Il popolo esulta...La Morte sia scacciata da questo suolo! Si torni alla libertà! Alla spensieratezza! Via le mascherine, le distanze, i lockdown, le interdizioni, tornino ad aprire le scuole, i locali lavorino! Evviva!

"Mandategli i carabinieri a casa" - Luca Telese
   "Le restrizioni devono valere SOLO per i no-vax" - Matteo Renzi
       "Escludiamo chi non si vaccina dalla vita civile" - Stefano Feltri


Dopo quello che ha patito, dopo aver perso una persona cara nel silenzio, nella solitudine, dentro un bunker inarrivabile perché non si poteva entrare per assistere quei poveri anziani che stavano morendo soli (epperò...menomale che, tra una tragedia e l'altra, gli infermieri almeno ballavano con quelle deliziose coreografie...- immaginatevela, l'emoticon con gli occhietti a cuore -), dopo aver dovuto chiudere l'attività, o dopo aver sottoscritto qualche debito con una banca per tirare avanti, e con la testa ancora sotto shock (tutti, nessuno escluso, siamo tutti scioccati, in un modo o nell'altro: chi di dovere non fa le cose a caso), finalmente si trova la porta d'uscita.



Naturalmente tra l'immensa folla terrorizzata dalla morte, bisogna decidere le priorità: prima i più fragili, gli anziani, poi gli immunodepressi, poi si scende con l'età. In questo gioco delle priorità, perché la folla si accalca davanti alla preziosa siringa, qualcuno fa anche il furbo per saltare la fila (mi viene in mente un famoso giornalista: ha più risentenziato?)

Poi, quando i più hanno avuto il loro sollievo, tocca a quelli che sono titubanti. Con un pò di enfasi la maggior parte va.

Restano i decisi, quelli che non ne vogliono sapere: i no-vax. E inizia anche il battage dei media contro questi tremendi irresponsabili egoisti che non ne vogliono sapere di assumere questo farmaco sperimentale.
(Nello stesso tempo i 'i vaccinati' continuano ad ammalarsi e prendere il covid, duo o tre volte, persino...Ma come? E il salvifico?...Eh, ma, nessuno vi aveva detto che bastava una dose: ce ne vogliono due, o forse tre, o forse una all'anno, ma dai...cosa sarà mai, una punturina...).

Quindi, dopo questa fase di terrore e stress, sfogatevi pure contro questi terribili nemici del popolo! Ci vuole, adesso, un caprio espiatorio: cade proprio a puntino, perché quando sei così tanto stressato, stanco, impaurito, trovare qualcuno su cui sfogarsi è l'ideale. E se questo qualcuno se lo merita, tanto meglio. Quindi:
     via alla guerra! Amicizie che si spezzano, legami famigliari che si spezzano, coniugi che litigano, genitori e figli che litigano, qualcuno si allontana definitivamente, qualcuno si prende a male parole, qualcuno arriva anche alle mani. I colleghi si emarginano tra loro, anche quelli che erano stati affiatati. L'ostilità e la rabbia si respirano ovunque e sempre, ci si avvelena continuamente. 



Del resto, se lo fanno anche i giornalisti, i politici, gli uomini di spettacolo lo dicono pubblicamente, anzi, di più, incitano, perché non dovrebbe farlo il popolo?

Perfetto, e questi irresponsabili che si rifiutano bisogna anche penalizzarli: se sono professionisti sanitari o insegnanti gli impediamo di lavorare (ma non mancava personale sanitario?...e vabbé, prendiamo i cubani, gli arabi, i brasiliani, i giapponesi, i cinesi, tanto per curare non serve mica parlare, no?) e li lasciamo anche senza stipendio. Se non riescono a comprarsi nemmeno da mangiare, chissene frega: nessuno protesterà, perché sono la minoranza e perché sono colpevoli!
     e ancora guerra!

Ora, un pò di tempo è passato, molte cose sono emerse, novità. Questi complottisti che da sempre avevano dubitato di tutto, si scopre che avevano ragione. Probabilmente al 100%.
Qualcuno ha sofferto parecchio della guerra che c'è stata, e vorrebbe liberarsi facendone un'altra, speculare: addosso ai vaccinati! 
Le voci sono poche, e nessun media le spalleggia né amplifica, ma è pur sempre guerra. (che serve al sistema, anche questa.)


Non sarà una guerra, questa, che rimette in pari la bilancia, nemmeno un pò. Perché alla fine, non si può riassumere tutta la faccenda con una contrapposizione vaccino si/vaccino no: tornerebbe utile al potere in carica, che la pensassimo così. 
Invece si tratta di qualcosa di molto più radicale. 

Ed è importante che né i vaccinati, né i non vaccinati, né i fanatici, né gli indifferenti, né le vittime, né le famiglie, né i bambini, né gli adulti, né gli anziani, né i sanitari sospesi, né i sanitari non sospesi, né gli insegnanti, né le forze dell'ordine dimentichino.


Non pensate solo a Fauci, non pensate che Trump e Putin verranno a salvarvi (non verranno, e nemmeno Elon Musk), non pensate solo a Klaus Schwab, non prendetevela con Speranza, come se ci fosse stato solo lui. Ricordate, segnate.

Fatevi un memorandum. Stampatevi un poster. Aspettate e chiedete che la bilancia torni in pari: che vengano attribuite le responsabilità a chi le ha avute.


Quando vedete un anziano, guardatelo, pensate a lui. Quando vedete un bambino, guardatelo, pensate a lui: noi siamo nel mezzo: dovremmo onorare quello che gli anziani ci lasciano, e preparare quello che lasceremo ai bambini. Dimenticare, stavolta, non sarà utile.

Non dimenticar...Che t'han voluto tanto bene...





(Così, dopo che ci hanno terrorizzati e dopo averli lasciati soli, isolati proprio quando avevano più paura, adesso, 5 anni dopo, ci dicono questo. Che, tra l'altro, abbiamo sempre saputo. Eh. ma...)
foto qui





Commenti

Posta un commento

Post popolari in questo blog

La Resistenza dell'Umanità

Generalmente la parola 'Resistenza' si scrive con l'iniziale maiuscola quando è riferita a quel preciso momento storico che ben conosciamo.   Quella Resistenza, però, non è l'unica resistenza che merita la maiuscola, anzi, in realtà, sarebbero molte le resistenze che la meritano. Sto parlando di tutte quelle resistenze che esercitiamo continuamente e sempre più spesso: chi non ha mai provato a resistere ai perché senza risposta, alle nefaste tentazioni di ribellarsi alle assurdità, all'istinto della vendetta? Piccole resistenze silenziose. Ecco, fra queste discrete resistenze ce n'è una più grande di tutte: la Resistenza dell'Umanità. Cosa significa Resistenza dell'Umanità?  Non è una novità per nessuno, che viviamo in una società che mette in primo piano il 'valore' del 'successo' personale, il quale si fonda sul profitto e si manifesta nell'ostentazione. Avere anziché essere, (dove 'avere' equivale ad 'apparire'ed ...

La silenziosa umanità

Il filtro del silenzio  Non mi piace stare in mezzo a tanta gente e non mi piace quel brusio di sottofondo, il rumore dei passi, dei motori, quel rumore di fondo, grigio. Mi sento come se mi soffocasse, come se coprisse tutto con una coltre spessa. Cammino con la musica negli orecchi, sempre, quando passeggio, quando giro in città, quando faccio la spesa. Lo so che sembro la perfetta asociale, e forse la sono anche, eppure mentre cammino così, come sollevata, perché il rumore dei miei tacchi sull'asfalto non lo sento, spesso mi ritrovo a pensare che mi piace l'umanità; la amo, questa umanità. Sarà perché ci metto un filtro, non sento più le parole, il cialeme confuso, vedo solo i volti, gli occhi. Allora vedo quel ragazzo che conosco, che adesso non è più tanto ragazzo, che cammina dentro quel suo corpo ingigantito: quando era un ragazzino e andava a scuola veniva da me perché lo aiutassi a studiare, io avevo solo forse un paio d'anni più di lui, però ero brava in inglese e...
A me gli occhi...Please! (A me il corpo...Please) Ovvero: il gioco delle suggestioni Nel 1835, mentre l'Europa era flagellata da ondate epidemiche di varia natura, usciva un trattato medico molto interessante, nel quale il Dr. Hecker analizzava un'epidemia dalle caratteristiche assai strane: questa epidemia venne definita 'Danzimania'. Si trattava di una malattia che si manifestava con un'improvvisa smania di ballare, di scatenarsi selvaggiamente per ore e persino per giorni, fino ad accasciarsi al suolo, sfiniti.  Questo morbo era apparso per la prima volta in Germania nel XIV secolo e si era manifestato per primo su una contadina, la quale improvvisamente aveva preso a ballare, sorda ai richiami del marito, ed aveva continuato così per sei giorni, nonostante i suoi piedi sanguinassero, in una specie di trance.  Lo spettacolo della folle danza aveva attirato i curiosi i quali, come per effetto di un fulmineo contagio, avevano iniziato a ballare anche loro, così che...